Depressione


Depressione



Nel tentativo di definire le caratteristiche principali della depressione non risulta sempre facile stabilire il confine fra la tristezza/demoralizzazione e l’inizio del disturbo clinico vero e proprio. Le domande chiave che secondo il gruppo di lavoro statunitense sui servizi preventivi possono essere sufficienti per determinare la presenza o il rischio di depressione in un individuo sono:

“Si è sentito giù, depresso, senza speranze nelle ultime due settimane?”

“Nelle ultime due settimane ha provato poco interesse o piacere nel fare le cose?”

Secondo la comunità scientifica internazionale si può parlare di depressione (Episodio Depressivo Maggiore) quando è presente, nell’arco di due settimane, almeno un sintomo tra i primi due e almeno cinque sintomi in totale fra quelli elencati:

- Stato d’animo triste, abbattuto, depresso durante la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni.
- Perdita dell’interesse e del piacere per le attività per cui prima si provava piacere.
- Senso di autosvalutazione, fallimento, inutilità o vuoto.
- Sentimenti di colpa eccessivi o di indegnità.
- Capacità ridotta di mantenere la concentrazione o di prendere decisioni.
- Capacità ridotta di pensare lucidamente.
- Disturbi del sonno: risveglio precoce, difficoltà ad addormentarsi o ipersonnia.
- Perdita o aumento significativi dell’appetito o del peso.
- Agitazione o rallentamento nel fare le cose.
- Energia ridotta, frequente senso di stanchezza e spossatezza.
- Pensieri frequenti di morte e svalutazione della vita.

Negli adolescenti possono essere presenti atteggiamenti ostili verso la famiglia e la scuola e la tendenza a cercare situazioni di rischio (Morselli, 2002).


CAUSE

Sebbene non sia ancora ben chiaro quali siano le cause precise della depressione, gli studi più recenti considerano l’interazione di tre componenti:

- Fattori biologici
- Fattori genetici
- Cause psicosociali, tra cui: lutti; separazioni; allontanamento dei figli da casa; difficoltà nelle relazioni familiari; conflitti gravi con altre persone; malattie; bocciature scolastiche; licenziamenti, fallimenti o problematiche lavorative; cambiare città, casa, amicizie; aver subito reati o aver avuto problemi giudiziari. Tali eventi o situazioni non causano direttamente la depressione, ma possono darle origine o aggravarla laddove la persona creda fermamente di non poter gestire le situazioni o vi rinunci chiudendosi in se stessa e lasciandosi andare.


QUANTO È DIFFUSA

Numerose indagini sostengono che il 4-10% degli adulti ha, nell’arco di un anno, almeno un episodio depressivo che dura due settimane, e che il 15% degli adulti ha, nell’arco della vita, almeno un episodio depressivo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità la colloca, in ordine di importanza, al quarto posto fra disturbi e malattie per la sofferenza e il disagio che procura. Potrebbe occupare il secondo posto entro il 2020 se non contrastata.


TRATTAMENTO

Studi scientifici controllati sostengono che la psicoterapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata efficace nel trattamento della depressione. Nella maggior parte dei casi è stata riscontrata un’efficacia pari a quella degli psicofarmaci. La terapia cognitivo-comportamentale rimane tuttavia preferibile a questi ultimi, in quanto non presenta effetti collaterali e produce benefici più duraturi. In forme gravi o a insorgenza improvvisa può essere combinata alla terapia farmacologica.


VAI ALLA SEZIONE DISTURBI DELL'UMORE

VAI ALLA SEZIONE DISTIMIA

VAI ALLA SEZIONE DISTURBO BIPOLARE



Fonte: Leveni D., Michielin P., Piacentini D. (2014) Superare la depressione. Un programma di terapia cognitivo-comportamentale. Eclipsi, Firenze


Potrebbero interessarti anche: ansia, disturbo di panico, disturbo ossessivo compulsivo e depressione.

Footer